“CALCIO GIOVANILE ROVIGO Bocar Juniors: un vasto progetto con l’Adriese e varie realtà della provincia.”

———— Articolo Rovigooggi.it  

Ariano nel Polesine, Corbola e Bottrighe, oltre ad Adria, e prossimamente nel progetto potrebbe entrare anche Cavarzere. Il polo calcistico bassopolesano cresce, al timone il presidente Tito Livio Franzolin.

Bocar Juniors Cmp balzato agli onori delle cronache per la convocazione di Matteo Soncin, 16enne estremo difensore di Porto Viro, che mercoledì 27 dicembre era in panchina a San Siro nel derby tra Milan ed Inter. Missione del sodalizio rossonero crescere i ragazzi in un ambiente professionale istruendo prima gli allenatori. Al via un corso gratuito aperto anche ai tecnici delle altre società.

Porto Viro (Ro) – Quando a 16 anni si ha la possibilità di entrare a San Siro convocati per il derby dei quarti di finale di Coppa Italia, è qualcosa di straordinario. Matteo Soncin, di Porto Viro, campione d’Italia con le giovanili del Milan nella stagione 2016-2017 (LEGGI ARTICOLO), ha avuto questo privilegio. Gigio Donnarumma era infortunato, Marco Storari si è fatto male durante il riscaldamento, così Matteo Soncin, è stato chiamato da mister Gattuso. Un derby vinto 1-0 che ha visto il Milan accedere alla semifinale di Coppa Italia battendo meritatamente l’Inter, ma per i polesani il rossonero Soncin aveva già vinto. Prodotto del vivaio del Bocar Juniors Cmp, il giovane portiere classe 2001 aveva cominciato al Milan nella categoria Giovanissimi nazionali di mister Omar Danesi, ma i primi passi li aveva mossi nel Porto Tolle 2010 di Piero Carnacina. Venerdì 29 dicembre sarebbe stato convocato anche per il match di campionato a Firenze (LEGGI ARTICOLO) ma alla fine mister Gattuso ha chiamato Gabriel.

Il Bocar si sta confermando come una delle società più importanti del settore giovanile calcistico in Polesine, soprattutto dopo il progetto di crescita voluto coinvolgendo anche l’Adriese. Un polo bassopolesano che può contare su circa 250 ragazzi, un progetto che comprende Ariano nel Polesine, Corbola e Bottrighe, oltre ad Adria.

Ma Soncin non è il solo ad aver spiccato il volo verso il calcio che conta, anche Gabriele Mancin, ragazzo del 2000, ha esordito in serie D domenica 26 novembre in Mantova – Adriese.

Motore e cuore pulsante del progetto il presidente Tito Livio Franzolin in carica da giugno 2017, imprenditore di successo, ex calciatore, è affiancato dal direttore generale Sergio Cattin e dal ds Mario De Montis (ex Piovese). Investire sulla formazione dei tecnici è la priorità in questo momento, e recentemente Andrea Favara, Stefano Bardelle e Pierluigi Soldani nei giorni scorsi hanno terminato i corsi d’abilitazione Uefa. Nell’ambito della crescita degli allenatori a novembre la società ha organizzato anche una serata con mister Diego Franzoso, tecnico Giovanissimi Professionisti dell’Hellas Verona.

“La nostra società è in contatto con il ragazzo e la famiglia Soncin – spiega il presidente Franzolin – io sono in carica da giugno, è andato al Milan prima, ma tutti gli addetti del Bocar mi dicono che era un predestinato, un professionista, adesso spero di vederlo giocare il prima possibile. Ma la domanda è un’altra, come mai sono vent’anni che dal Polesine non produciamo giocatori da Serie A?”.

La domanda è ben posta, e il patron Franzolin si è dato anche una risposta. “Abbiamo un tessuto importante, ma non abbiamo fatto un lavoro professionale per far crescere i ragazzi, in questa ottica ho organizzato 25 incontri per insegnare agli allenatori, non solo del Bocar, ma aperto a tutti i tecnici, a lavorare tutti nella stessa direzione. Il 70 per cento dei ragazzi dopo la juniores lasciano il calcio oppure trovano spazio in Prima o Seconda categoria. Il problema è che dei ragazzi fino ad ora non è mai interessato a nessuno. Ognuno guarda al proprio orticello, invece bisogna allenarli e farli crescere in maniera professionale. Noi cerchiamo sempre tecnici migliori, cerchiamo di far crescere i nostri, abbiamo scelto come docente Diego Franzoso perchè ci indichi il percorso e le metodologie da seguire. La formazione è importante, dovremmo tutti allenare i nostri ragazzi con lo stesso metodo. Se crescono in un ambiente professionale, quando avranno l’opportunità di raggiungere certi ambiti, saranno già preparati. I sogni se non non svolgi un lavoro programmato tutti i giorni diventano delusioni”.

A proposito di orticelli, l’unione d’intenti con l’Adriese, squadra che milita nel campionato nazionale di Serie D, sicuramente è stato un passo importante per il progetto Bocar.

“Noi gestiamo il settore giovanile granata – spiega Franzolin – il nostro motto è ‘insieme si cresce’, un accordo trovato con Luciano e Roberto Scantamburlo che ringrazio per il prezioso contributo. Ringraziamento che vorrei estendere anche alle ditte che ci stanno supportando a livello di sponsorizzazione. Quattro nostri giovani fanno parte della rosa della prima squadra dell’Adriese, e per tutti noi questo è già un bel traguardo. Stiamo cercando anche di coinvolgere la società del Cavarzere che conosco bene, abbiamo già circa 250 ragazzi, ma vorrei coinvolgerne anche altre, purtroppo il campanilismo frena la nostra provincia. Per trovare una società come la nostra bisogna andare a Montebelluna, gestiamo ben 16 squadre”.

Un’idea di fare calcio al passo con i tempi, ma con questi numeri gli impianti a disposizione sono fondamentali. “Ad Ariano nel Polesine con il sindaco Carmen Mauri e a Corbola con il primo cittadino Michele Domeneghetti abbiamo uno splendido rapporto, sono sempre disponibili, al contrario ad Adria abbiamo qualche problema, Barbujani e l’assessore allo Sport Simoni non sono molto presenti. Al Bettinazzi nello stesso pomeriggio ci sono 70 ragazzi che si cambiano nello stesso spogliatoio. Non va bene”.

Assicuratore di mestiere, Tito Livio Franzolin fa tutto questo per pura passione, paradossalmente la sua attività non è nelle zone dove il Bocar opera, ma l’amore per il calcio e il focus sui ragazzi è più forte di ogni interesse. Da solo ovviamente non può fare tutto “Dentro il mio progetto c’è il ragazzo, la mia preoccupazione più grande è trovare degli allenatori bravi. Devo ringraziare Mauro Asolati, team manager juniores nazionale, Simone Chieregato e Franco Finotti, il direttore generale Sergio Cattin e dal ds Mario De Montis che stanno svolgendo un ottimo lavoro, ma sicuramente ne dimentico altri”.

Giorgio Achilli

Un sentito Grazie a Rovigooggi.it e a Giorgio Achilliper l’articolo.